
02 Apr Una panoramica sulle più recenti modifiche tributarie in Repubblica ceca
Ad avviso del Governo la Repubblica ceca nel 2025 vedrà una crescita dell’economia del Paese caratterizzata da un significativo aumento delle entrate fiscali. È quanto viene scritto in un documento stilato dall’esecutivo che coglie l’occasione per illustrale le riforme strutturali e le misure fiscali adottate negli ultimi anni.In particolare per il 2025 si prevede uno scenario di contenimento del debito pubblico e un incremento complessivo del 5,3% delle entrate tributarie. Entrando nello specifico, dai prodotti del tabacco, le entrate tributarie dovrebbero aumentare complessivamente di 3 miliardi di corone ceche. Un ulteriore mezzo miliardo di corone ceche dovrebbe arrivare dall’aumento delle aliquote dell’accisa sull’alcol. Si prevede una crescita per le buste paga (+6%) e la conseguente crescita dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (5,1%) e dei contributi previdenziali (6,2%).
Ad avviso dell’Ocse, nel 2025 l’economia della Repubblica Ceca crescerà del 2,1%, con un aumento dell’1% rispetto al 2024. Un ulteriore incremento del Pil al 2,5% è previsto per il 2026. Una delle novità fiscali più rilevanti degli ultimi anni – come si legge nel sopra citato documento – è la “Windfall Tax”: un’imposta straordinaria temporanea in vigore dal 2023 per un periodo di 3 anni, che ha introdotto un aumento del carico fiscale del 60% sugli utili in eccesso delle società, definite “insolitamente redditizie”, che hanno beneficiato delle conseguenze della crisi energetica internazionale. Essa si applica al settore bancario e a quello petrolifero, alla produzione e al commercio di energia e all’estrazione e lavorazione dei combustibili fossili. Per quanto riguarda l’imposta sul reddito delle società, l’aliquota è aumentata di due punti percentuali dal 19% al 21% a partire dal 1° gennaio 2024, per avvicinarsi alla media Ocse del 23,9%. Ad avviso di questa organizzazione internazioanle, il governo ceco dovrebbe provvedere a fare degli aggiustamenti sull’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto. Se da un lato l’Ocse apprezza la riduzione delle aliquote Iva da tre a due nel 2024, dall’altro afferma l’inefficienza delle aliquote ridotte, ritenute poco efficaci anche come strumento di equità sociale. Secondo l’Ocse nel 2020 la Repubblica Ceca ha perso circa il 41% delle sue potenziali entrate Iva, una cifra pari a circa il 5% del Pil, a causa dell’evasione e di fattori come le esenzioni Iva e delle aliquote ridotte.